Da molti anni, quando inizia il periodo natalizio (e quindi, purtroppo, ben prima del calendario dell’Avvento), mi perseguita una domanda: Perché nessuno mi regala mai un libro? A rigor di logica sarebbe il regalo più semplice da fare a una persona come me, che ama leggere e da anni si diletta persino a scrivere. Invece ricevo vestiti, profumatori per ambienti, guanti di lana cotta e cesti di delizie culinarie. Non c’è niente di male in tutto ciò, soltanto lo stupore per un dettaglio che trovo poco logico, anche se lo spirito del Natale, forse, è proprio quello di lasciarsi afferrare da quel pizzico di follia che ci porta a fare cose fuori dall’ordinario.
Io, per contro, da molto tempo regalo soltanto libri: regalo libri a chi legge, a chi non legge ma confido che in futuro sarà così curioso da sfogliarne qualche pagina, a chi legge libri in formato ebook ma spero che, almeno a Natale, riscopra l’emozione che solo l’odore della carta stampata sa regalare. Eh sì, perché l’odore della carta stampata è un centrifugato di mistero, invito alla scoperta e desiderio di partire verso nuovi mondi. Lo scriveva nel 1894 Emily Dickinson: “Nessun vascello c’è che, come un libro, possa portarci in contrade lontane“; e io immagino, ogni volta che regalo un libro, di portare una piccola barca nella vita di qualcuno, una barca che possa consentirgli di prendere il largo e fuggire per qualche ora dalla routine quotidiana, per poi farvi ritorno come si torna da un viaggio che ha messo una distanza fisica e psichica dalla vita di tutti i giorni, e per questo ci permette di capirla meglio, accettarla o addirittura cambiarla, qualora non fosse della taglia giusta per i nostri sogni.
Comunque, quest’anno, penso di aver finalmente trovato la risposta alla domanda che mi perseguita a ogni Natale: contrariamente a quanto ho sempre pensato, un libro non è un mai regalo semplice e tanto più il destinatario è una persona che legge, tanto più la scelta si fa difficile. O meglio, la scelta diventa impegnativa quando si desidera intercettare i gusti del destinatario, senza contare il rischio di regalare un libro che sia già stato letto, anche se in questo caso i migliori librai consentono il cambio, proprio come succede quando acquistiamo vestiti che non sono della taglia giusta. Insomma, scegliere un libro su misura richiede tempo, uno spazio mentale per pensare all’altro e immaginarne gusti e abitudini, e a volte anche il coraggio di uscire dalla comfort zone degli ultimi bestseller per addentrarsi tra le pagine di autori sconosciuti, magari facendosi consigliare da qualche libraio o libraia, perché loro sono i lettori più appassionati e riescono a fornire indicazioni davvero personalizzate.
Per fortuna un libro ha più vite di un gatto e poiché sottoscrivo il decalogo dei diritti del lettore di Daniel Pennac, e in particolare il primo della lista che è il diritto a non leggere, continuo a regalare libri anche a chi, forse, amerebbe ricevere qualcos’altro: nella migliore delle ipotesi quel libro contribuirà ad arricchire la biblioteca di famiglia e potrà regalare emozioni a un altro lettore; nel peggiore dei casi servirà per sostenere un tavolo traballante, purché, ovviamente, sia dello spessore giusto!
E allora, questo Natale, metti anche tu un libro sotto l’albero!

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